Natale…. o lo vesti, o ti sveste !

E’ più forte di me, sono anni che, nonostante la mia innata propensione verso il Natale, non riesco a viverlo con leggerezza … il mio pensiero non può non andare a tutti coloro che vivono questi giorni di festa come un amplificatore della propria solitudine, della mancanza di qualche caro che non c’è più, di un proprio vuoto interiore.

Allora penso a una persona anziana, rimasta vedova, che magari non ha avuto figli e che con la pensione minima si concede, alla sera della vigilia, un panettone da accompagnare a una più generosa tazza di latte caldo, penso a coloro che caduti in miseria, lo passeranno in fredde roulotte ricordando cenoni festeggiati con parenti amici nell’intermittenza delle luminarie del proprio albero addobbato, penso anche ai senzatetto che, a differenza di altre sere, non avranno la consueta compagnia di distratti  passanti, ma un silenzio e una quiete che renderà ancora più forte il frastuono interiore della fame e del freddo.

Lo so, questo articolo si sta colorando di profonda tristezza e forse è  già stato abbandonato da iniziali e volenterosi lettori, ma non sono proprio capace di restare in  l’impermeabile davanti a tutto questo..  devo bagnarmi di consapevolezza !

La sofferenza mi ha reso ogni anno più sensibile a questa tematica.. io che adoro i pretesti per festeggiare unita a chi amo, ho sempre ritenuto che il Natale fosse  la festa delle feste. Celebro la nascita di Gesù, ho occasione per destinare del tempo alla scelta di regali per i miei cari, torno bambina respirando la magia negli occhi dei miei nipoti che aspettano trepidanti l’arrivo di Babbo Natale, mi riunisco a tutta la mia famiglia, cucinando per loro.. insomma tutti fantastici aspetti che vestono la mia passione per le celebrazioni. Tuttavia, ci sono stati momenti della mia vita in cui tutto questo mi è terribilmente pesato…

Quando perdi qualcuno che ami ti domandi che senso abbia festeggiare, e l’entusiasmo e la felicità di chi al contrario lo fa, ti entra dentro come un pugnale. Ogni occasione ti ricorda che quella persona così speciale al tuo cuore non potrà più vivere questa magia e arriva l’ondata dello tsunami dei ricordi.. se magari sei figlia di genitori separati, come me, ti senti in colpa per festeggiare con uno piuttosto che con l’altro e alla fine, anche se ti dividi tra Natale e Vigilia, non godrai di nessuno di essi a pieno, perchè, in entrambi i giorni, penserai al rispettivo genitore che è rimasto solo e non è presente.

Mentre scrivo, mi vengono in mente altri mille e mille casi di persone che si addormenterebbero il 24 per svegliarsi direttamente il 6 gennaio, ma non ha senso elencarli.. la riflessione che voglio fare con questo articolo è che sono in tanti, e per tante ragioni, a non riuscire a vestire il Natale e se chi è più fortunato da riuscirci provasse a guardarsi intorno, e a coinvolgerli, allora si che si vivrebbe il vero spirito del Natale.

L’Amore fa miracoli e chi ha più avuto dalla vita ne verrebbe ancora più arricchito nel ricambiare dando al prossimo. Se nel nostro condominio c’è una persona anziana e sola invitiamola ad unirsi a noi, se un nostro amico si è chiuso in se stesso e sta soffrendo andiamolo a trovare provvisti di abbracci. Nella nostra spesa per il Natale, aggiungiamo nel carrello qualche panettone in più e magari facciamoci il 24 mattina un giro per le stazioni a trovare i nostri fratelli senza dimora.

Il natale o lo vesti o ti sveste… se sai vestirlo aiuta a farlo!

I tasti salva vita

Leggo , leggo e ancora leggo tutti quei libri, saggi o testi che invitano le persone a un’evoluzione personale, quei scritti insomma che genericamente vengono classificati nella categoria “new age” e in cui a me piace  leggerci qualcosa di più.. Non nascondo infatti che nel mio percorso di crescita individuale mi hanno spesso aiutata, talvolta con un solo spunto , talvolta con riflessioni importanti al punto da indurmi a un cambiamento.

Gli stessi Dalai Lama, Osho e Gandhi hanno tracciato linee guida per la scalata di quei faticosi scalini così spaventosi da affrontare, e a loro si sono uniti motivatori, psicologi, leader politici.. per farla breve c’è tanto materiale a riguardo. Quello che però mi ha colpito è che, pur spaziando di genere e autore, tutti hanno dei punti cardine in comune che vanno dal perdono al rilascio emozionale, e sopratutto tutti parlano delle tre R.. i famosi tre veleni.

Le tre R sono Il Risentimento, La rabbia e il Rancore  e non a caso vengono definiti veleni, essi sono infatti dannosissimi per chi li prova e tutti ci siamo almeno una volta imbattuti in una statistica, una ricerca scientifica o un articolo di giornale che riporta come questo tipo di sentimenti conducono le persone ad ammalarsi. Leggevo su facebook, qualche giorno fa, un post che citava più o meno così : ” Provare del rancore è come avere un veleno e sperare di uccidere una persona bevendolo tu “… mi è piaciuto particolarmente, l’ho trovato un esempio molto calzante.

Il vero problema però è che, tolte rare eccezioni, non siamo tutti santi e spesso veniamo feriti, delusi, privati delle nostre aspettative cariche di tutte le nostre speranze, spesso veniamo trattati male o ingiustamente e tutto questo non può non metterci faccia a faccia con questi tre signori così dannosi. E’ veramente complicato riuscire a non farsi trascinare dagli impulsi, infondo siamo umani e nel bene e nel male ci scontriamo con questa scomoda realta’.

Da grande impulsiva quale sono, ho provato a cercare una soluzione a questa problematica, non so se ci sono riuscita ma sto sperimentando un metodo, che non sempre funziona come desidero, ma che sicuramente mi aiuta a contrastare le emozioni negative..  l’ho chiamato   “Alt Ctrl  Canc” .. si proprio così, come i tre pulsanti che quando lavoriamo al pc ci consentono di rimuovere contenuti non più adeguati.

Bene, cosa faccio? Quando mi trovo a provare una delle tre R o, peggio ancora, tutte e tre loro insieme, mi fermo e mi concedo un lasso di tempo per incazzarmi. Si proprio così, guardo in faccia quello che provo senza contrastarlo.. se sono tanto arrabbiata non me lo nego, lo accetto e mi do un tempo ben definito per stare in compagnia del mio ospite indesiderato.. finito quel tempo però, volente e dolente aziono la mia tastiera interiore e spingo i tre pulsanti salvavita.

Premere quei pulsanti significa che da quel preciso momento non parlo più della ragione del mio malessere, ogni qualvolta che mi si affaccia il pensiero lo distolgo distraendomi e sopratutto mi ripeto ” Il passato non conta, hai imparato, puoi andare avanti “.. non sempre ci credo quando lo recito, anzi.. tuttavia devo riconoscere che per magia del mantra o per auto convincimento , prima o poi il messaggio passa !

Generalmente, dopo un pò di tempo che ricorro ai miei pulsanti , la pace torna.. ovvio le tempistiche del pre e dopo ” Alt Ctrl Canc ” sono determinate dalle dimensioni del malessere di cui sono afflitta, ma è solo questione di tempo e in ogni caso, qualunque sia la durata di questo, con i tre pulsanti viene ridotta!

La paura mi è alleata !

Un giorno lessi un articolo di Giuliani, quando era ancora il sindaco di New York, e rimasi molto colpita da una sua riflessione sulla paura.. Spiegava quanto fosse fondamentale e umano provarla e portava l’esempio dei vigili del fuoco. Invitava a riflettere su come loro, essendo delle semplici persone,  provassero paura verso il fuoco esattamente come un qualsiasi altro cittadino. La differenza, stava nell’equipaggiarsi per affrontare quel tipo di timore, la loro preparazione fisica e psichica gli permetteva di sfidare le fiamme uscendone illesi .. spesso da eroi.

La maggior parte di noi, considera la paura come una nemica da contrastare, da tenere ben lontana, come un’avversario da sconfiggere.. ma è sano? E poi, pur volendo  avere la meglio su di lei , è questa la maniera più giusta per riuscirci?

La paura l’ho sempre identificata come una moneta dalla doppia faccia; una delle due è sicuramente molto scura.. paralizza, spaventa privandoci della nostra lucidità, nei casi peggiori diventa quasi una belva feroce che ci insegue.. tuttavia c’è anche un’altro lato della medaglia e questo è sicuramente meno minaccioso e molto rassicurante ma difficilmente giriamo la moneta per considerarlo.

Sto parlando di quel lato che ci rende prudenti evitando di arrecarci danno, che spesso ci salva la vita e ci evita situazioni di grande pericolo. Senza la paura come maneggeremo un coltello mentre tagliamo l’insalata? Come tireremo fuori una torta cocente da forno? come attraverseremo la strada noncuranti dei semafori?

Ho letto che in Italia 5 persone soffrono di una condizione tale da non far sentire la paura e proprio per questo sono sotto attentissimo monitoraggio, seguite h24 da un gps satellitare.

Tante volte ho avuto a che fare con questa signora spaventosa, mi è capitato di soffrire d’ansia, di perdere per sempre l’uomo che amavo, di vedere i miei cari ammalarsi seriamente.. e questo ci ha messe faccia a faccia diverse volte, ed è proprio in tutti questi nostri incontri che ho capito che la paura se affrontata diventa CORAGGIO.

Ci rafforza enormemente, se saputa gestire diventa la più potente alleata per il nostro bene. Cambiare atteggiamento verso di lei mi ha permesso anche di eliminare quasi totalmente le visite senza pre avviso che ci propone l’ansia, insomma… c’è da avere paura di non provare paura !

Se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu…

Ma ciaoooo e benvenuti a tutti nel mio Blog!

Ho una grandissima passione per i musical e sono cresciuta con Aggiungi un posto a tavola. Ammetto che il pensiero di quest’ultimo mi ha spesso fatto visita  mentre lavoravo alla creazione di tale spazio, perchè rispecchia sicuramente lo spirito con il quale nasce.

Scrivere è il mezzo più premiante che conosco per trasferire efficacemente quello che provo, che penso, che sento.. e che tante volte con le parole non riesco a esprimere come vorrei. Attraverso i social, specialmente facebook, ho provato a farlo ma mi sono trovata un pochino stretta.. non è sufficientemente capiente per accogliere tutto quello che desidero trasferire, e così nasce l’idea di una stanza dove sentirmi più comoda e poter ricevere tutti coloro che hanno voglia di confrontarsi con quello che propongo.

“se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu.. ” è un passaggio della sigla iniziale del musical “Aggiungi un posto a tavola” ed è proprio questo che spero avvenga in questo blog, un luogo dove ritrovarsi e dove far posto con sorriso ed entusiasmo a chiunque desidererà unirsi nella condivisione.

Condivisone.. che bella questa parola e quante belle cose racchiude in sè.. condividere è intanto uno dei più nobili gesti Cristiani che possiamo compiere, dividere con i propri fratelli qualcosa che ci appartiene sia sul piano materiale che su quello , ancor più arricchente, spirituale. Tutti i rapporti interpersonali di successo si basano sulla condivisione, sul comunicare quindi le proprie idee con l’altro  confrontandosi sulle diversità. Adoro tale concetto.

Spero con tutto il cuore, e con tutta l’umiltà di cui sono capace, di aver creato un luogo piacevole dove virtualmente prendere un tè, piuttosto che un caffè, con tutti voi  che mi state seguendo sui social e con tutti i nuovi, spero tanti, che vorranno unirsi a noi..

Scrivetemi e proponetemi temi da approfondire insieme.. solo così avrò il termometro reale che mi aiuterà a capire veramente se la temperatura di questa nostra sala di scambio, sarà piacevole e confortevole in qualunque stagione l’abiteremo!

Grazie a tutti e ancora.. benvenuti!!!

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